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Ludovica Lumer
 
Arte e scienza: una galleria, un libro, pieghe degli occhi

.:. Ho conosciuto Ludovica Lumer (ma non si chiama così: Lumer è suo marito, un delizioso folletto di intelligenza mostruosa) parecchi anni fa. L'ho conosciuta nell'unico modo in cui oggi - per chi ha passato i quaranta - capita di poter conoscere le persone migliori. Ho conosciuto Ludovica Lumer in rete. Avevo garbatamente scritto a un sito web ufficiale di Milano come mai non segnalasse questo sito CiaoMilano su cui ora scrivo: il mio sito! Ludovica mi aveva risposto che già, perché no? E pochi giorni dopo, con mia enorme sorpresa, avevo visto un link verso CiaoMilano comparire su quel sito web ufficiale di Milano.

Ho ritrovato Ludovica - e anzi ho riconosciuto fosse lei, e saputo quale aspetto avesse - parecchi anni dopo: quattro or sono, per essere precisi, quando ho appreso che Ludovica era la cugina maggiore, anzi quasi la sorella, di un'altra milanesina a me già nota, e che le due avevano aperto una piccola galleria d'arte accanto a Porta Romana. La Galleria Nina Lumer, naturalmente, essendone Nina (Colantoni, la milanesina) la prima metà, e Lumer (Ludovica, appunto) la seconda.
Si cenava insieme con amici dopo un'inaugurazione, e chiacchierando abbiamo ricostruito quella rapida precedente conoscenza di rete. Carino, civile, abbiamo concluso. E la piega degli occhi di Ludovica - visione che di per sé stordirebbe un elefante alla carica - s'è messa a ridere per l'ennesima volta (certo, complice l'ennesimo bicchiere: Ludovica ha la resistenza all'alcol di un sergente degli Alpini anteguerra).

Ci si è messi a frequentare la Galleria Nina Lumer. Si è perfino comprato qualcosa, con qualche nonchalance, ma sorprendendocisi poi a veder comparire opere dello stesso artista alla Biennale di Venezia... Diavolo! Vuoi vedere che la Galleria Nina Lumer non è, come sembrerebbe a vedere le cugine, il passatempo divertito di due dilettanti?
Quando Ludovica, dopo un'altra inaugurazione, aveva rivelato che si occupava di neuroscienze, quasi era venuto da ridere. Ma già... una milanese pazza che apre una galleria di artisti russi e che si occupa pure di neuroscienze. Tu figurati!

Invece è vero. È vero tanto quanto il giovane artista russo che ci si era comperati per pura infatuazione e che poi si scopre essere stato anche un ottimo investimento. L'improbabile ruolo scientifico di Ludovica è tanto vero che ora è uscito un suo libro di neuroscienze.
Un libro scritto con un'artista (Marta Dell'Angelo) e un libro per bambini, per chi se no? Come sorprendersene? Alle inaugurazioni della galleria ci sono sempre più bambini che opere esposte.

Il problema è che quel libro per bambini, a me che ho cinquantanove anni, sta riempiendo le serate. Capace riempia anche le vostre.

[Roberto Peretta]


C'è da perderci la testa
Marta Dell'Angelo, Ludovica Lumer, Laterza, 2009

.:. Se vuoi acquistare C'è da perderci la testa, puoi farlo con Internet Bookshop.

[N.B. Dall'autunno 2010, la galleria è condotta soltanto da Maria Elena "Nina" Colantoni, e ha poi preso il nome di Galleria Nina Due.]


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