.:. architettura / spazio e tempo insieme
Andrea Branzi. Continuous Present
dal 19 marzo al 4 ottobre 2026
una sola immagine
.:. Dopo
Ettore Sottsass Jr. (1917-2007),
Gae Aulenti (1927–2012),
Alessandro Mendini (1931–2019) ed
Enzo Mari (1932-2020), la principale istituzione milanese per l'architettura dedica un'altra grande mostra a un protagonista dell'età dell'oro del design italiano. A ben vedere, però, Branzi (1938-2023) è stato
pensatore, curatore e docente – o addirittura filosofo – più che architetto, urbanista o progettista d'interni. Il giudizio è di
Toyo Ito (Tokyo, 1941), collega e amico di Branzi di lunga data, e ora responsabile dell'allestimento della mostra.
.:. La questione urbana è sempre stata al centro della ricerca di Branzi, a partire dalla sua idea di
No-Stop City immaginata sin dalla fine degli anni '60, quando faceva parte del gruppo Archizoom nella sua Firenze. Non è un caso che Branzi e Ito avessero – o, dovremmo dire, abbiano – forti idee parallele, anche se non conoscevano l'uno la lingua dell'altro né un inglese veicolare. Branzi era andato pìu di una volta a tenere conferenze e a curare iniziative in Giappone, ed era molto attratto dalla cultura del paese. I due condividevano una sorta di approccio nipponico al mondo, oltre che una visione di che cosa una città potrebbe forse essere e non è.
.:. Sotto l'egida della
Fondation Cartier (mecenate storica di Branzi), Ito ha organizzato lo spazio in una serie di flussi di corrente,"come un ambiente fluido e privo di pareti", con centinaia di oggetti reali, disegni, ricostruzioni e specchi. Lasciar interagire i nostri corpi con questa
città è un sogno pieno di sorprese.